23.06.25 - L’Università di Pisa sviluppa concentratori solari fluorescenti con materiale acrilico rigenerato: meno emissioni, più sostenibilità e un’energia solare su misura per le...
Esposizione a nanoparticelle di origine urbana, anche a bassi valori di materiale
Senza distinzioni, dalla città alla campagna. L’esposizione a nanoparticelle di origine urbana, anche a bassi valori di materiale particolato fine (PM2.5), può generare risposte...
L'ambizione è grande: rivoluzionare la produzione di carne in laboratorio e renderla finalmente una reale alternativa all’allevamento. A tale scopo un gruppo di ricerca...
La specie appartiene al genere Campanula ed è stata denominata Campanula bergomensis, ovvero di Bergamo.
Scoperta e identificata nelle Prealpi Bergamasche una nuova campanula. È il risultato di una serie di ricerche condotte da un gruppo di studio coordinato...
21.06.25 - Una bella notizia per chi crede in un'Europa più unita e sicura dal punto di vista energetico: i gestori delle reti elettriche...
Questo è l'undicesimo mese di fila più caldo nella registrazione dei dati ERA5
Aprile 2024 è stato più caldo a livello globale rispetto a qualsiasi altro aprile precedente nei dati registrati, con una temperatura media dell'aria superficiale ERA5.
Enea trasformazione plastica finita in mare
Realizzato un nuovo procedimento che consente di riconvertire oltre il 90% della plastica recuperata in mare e sulle spiagge in nuovo “petrolio” da utilizzare...
22.05.25 - Recuperare carote di ghiaccio profondo che custodiscono migliaia di anni di storia climatica e ambientale. È questo l'obiettivo di nuova spedizione scientifica...
Gli scienziati hanno misurato per oltre quattro anni, in modo continuativo la concentrazione di black carbon in Artico, studiando come la sua concentrazione cambia nel tempo.
Gli scienziati hanno misurato per oltre quattro anni, in modo continuativo la concentrazione di black carbon in Artico, studiando come la sua concentrazione cambia nel tempo.
È quanto scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr e dall’Università Ca’ Foscari Venezia.
A causa del riscaldamento globale si sta rapidamente perdendo il segnale climatico contenuto nei ghiacciai delle isole Svalbard che si stanno sciogliendo ad una velocità impressionante. È quanto scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr e dall’Università Ca’ Foscari Venezia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista The Cryosphere