Biennale di Venezia e proprietà del padiglione della Russia

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Biennale di Venezia, il padiglione della Russia (credit: labiennale.org)

16.03.26 – Il padiglione russo ai Giardini della Biennale di Venezia fu progettato dall’architetto russo Alexey Shchusev, inaugurato nel 1914 e da allora è di proprietà della Russia. Conseguenza: il padiglione appartiene direttamente alla Russia, come uno dei 29 padiglioni nazionali posseduti da altrettanti Paesi. Questo status consente alla Russia di partecipare autonomamente alla Biennale. Deve solo comunicare la propria presenza senza invito formale, in base al regolamento della Fondazione.

Per la 61ma. Esposizione Internazionale d’Arte (maggio-novembre 2026), la Russia ha annunciato la riapertura del suo padiglione tramite la commissaria Anastasiia Karneeva, dopo aver concesso lo spazio alla Bolivia nel 2024 e un’assenza nel 2022. Chi è la commissaria Anastasiia Karneeva? Sicuramente sarà un’esperta d’arte ma è anche la figlia del generale Nikolay Volobuev, una vita nel Kgb e poi vicedirettore per “incarichi speciali” di Rosoboronexport e Rostech, i monopolisti delle armi russe, e membro del cda del consorzio Kalashnikov. Il padre è sanzionato da USA, UK e Canada per il suo ruolo nella difesa russa. Anastasiia, possiede l’agenzia SmartArt, che dal 2019 gestisce il padiglione russo a Venezia, insieme ad un’altra moscovita in carriera, Ekaterina Vinokurova, sicuramente esperta d’arte ma anche figlia del ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Questi i dati. E gli artisti russi dissidenti? Probabilmente possono esporre le loro opere nella “fresca” Siberia artica col “benestare” di Putin. Sintesi: viva il governo Meloni, viva il ministro della cultura, viva il presidente della Biennale di Venezia, evviva il carrozzone della “cultura” made in Italy… (Red.)

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