24.04.26 – Mappato l’antico distretto estrattivo dei Colli Euganei con il progetto EuQuGeA (Geoarchaeology of Euganean Quarrying from Research to Valorization) dell’Università di Padova (Dipartimento dei Beni Culturali). Dalla cava di Villa Draghi (Montegrotto Terme – Pd), gli antichi costruttori romani ricavavano la “Pozzolana Euganea” per i calcestruzzi e la trachite per la costruzione di muri e pavimentazione delle strade. I ricercatori diretti dal professor Michele Secco dell’Università di Padova, hanno così dato la risposta definitiva alla domanda sulla straordinaria durabilità delle loro costruzioni.
Unendo tecnologie aerospaziali e analisi di laboratorio avanzate, il gruppo di ricerca (Michele Secco, Josiah Olah e Simone Dilaria tutti del Dipartimento dei Beni Culturali – Unipd) ha identificato per la prima volta le aree di estrazione e la tipologia dei materiali vulcanici che hanno alimentato i grandi cantieri di epoca imperiale, definendo rotte commerciali e strategie di approvvigionamento rimaste sepolte per secoli.
Michele Secco, principal investigator, sottolinea: «In uno studio del 2024 coordinato dallo stesso team in collaborazione con le Università Ca’ Foscari di Venezia e di Modena e Reggio Emilia, era emerso come per le grandi infrastrutture di Aquileia e della Laguna di Venezia i Romani importassero via mare direttamente dalla Campania la celebre e costosa “Pozzolana Flegrea” citata da Vitruvio. Con i risultati del progetto EuQuGeA – precisa lo studioso – possiamo ora affermare con certezza che nei Colli Euganei gli ingegneri romani seppero individuare e sfruttare un’alternativa a Km 0 di pari efficacia. È la dimostrazione lampante della conoscenza capillare e di incredibile dettaglio delle georisorse locali e della loro ottimizzazione nei cantieri: un sapere ingegneristico straordinario andato poi perduto nel corso dei secoli e oggi finalmente riscoperto grazie al progetto EuQuGeA».
Due gli studi fondamentali che hanno portato a queste scoperte importantissime. Il primo studio ha come titolo Enhancing quarry landscape interpretation with UAV LiDAR and morphometric clustering: A case study from the Euganean Hills, Italy a firma Josiah Olah, pubblicato in Journal of Archaeological Science. In questo caso è stata utilizzata la tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging) montata su droni che ha comportato la mappatura dall’alto del territorio dei Colli Euganei, permettendo di “spogliarne” virtualmente la fitta vegetazione boschiva. Attraverso algoritmi di clustering morfometrico, la squadra ha mappato con altissima precisione il terreno, distinguendo le tracce di antiche cave dalle naturali modificazioni e concavità del suolo.
«Questa indagine ha riportato alla luce diversi siti estrattivi totalmente abbandonati e di cui si era perduta la memoria storica – afferma Josiah Olah – con due esempi di primissimo piano che conservano segni inconfutabili di cavatura antica, abbandonati prima dell’industrializzazione moderna: uno all’interno del parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme e l’altro in Via Scagliara, a sud di Monte Oliveto, nella località di Turri».
Se i droni hanno individuato il “dove”, riportando alla luce l’antica cava di Villa Draghi, le analisi di laboratorio hanno spiegato il “cosa” e il “quando” e sono il focus del secondo lavoro pubblicato in PLOS One con il titolo Discovery of a Roman Quarry for Pozzolanic Aggregates in the Euganean Hills Magmatic District, Northeast Italy: a stepwise archaeometric approach e coordinato da Simone Dilaria, ricercatore sempre del Dipartimento dei Beni Culturali.
Al riguardo, Simone Dilaria spiega: ««Attraverso un protocollo di indagini petrografiche e geochimiche e il confronto con un ampio database di campioni di rocce euganee sviluppato proprio dal team di Unipd, le indagini hanno dimostrato che proprio dai fronti della cava di Villa Draghi i Romani estraevano una specifica “Pozzolana Euganea”, selezionata per realizzare i resistenti calcestruzzi delle imponenti terme di Fons Aponi, l’antica Montegrotto Terme». E aggiunge: « Mentre la ben nota trachite, una densa roccia lavica ampiamente cavata nei Colli Euganei fino ai giorni nostri, era destinata alla costruzione di muri e alla pavimentazione delle strade, questa breccia di esplosione vulcanica, che affiora solo in limitate porzioni del territorio euganeo, veniva ricercata appositamente per le sue eccezionali proprietà consolidanti e, una volta mescolata nelle malte, ne migliorava nettamente le proprietà strutturali».
Non è tutto. Grazie a questa pubblicazione, la firma geochimica della “pozzolana di Villa Draghi” è stata riconosciuta sia localmente sia all’interno delle malte delle terme tardo-antiche di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia. Ciò dimostra che questo materiale non era usato soltanto come risorsa locale, ma era considerato un prodotto pregiato, commercializzato su medie e lunghe distanze.
Il successo di EuQuGeA è frutto di una sinergia che ha superato i confini tra discipline. Per il Dipartimento dei Beni Culturali, i docenti Jacopo Bonetto, Caterina Previato e Jacopo Turchetto hanno curato l’inquadramento storico-archeologico, le analisi tecnico-costruttive, le dinamiche di trasporto e le ricognizioni topografiche. Il Dipartimento di Geoscienze (DG) dell’Università di Padova, con il prof. Claudio Mazzoli e i ricercatori Luigi Germinario e Jacopo Nava, ha fornito l’apporto petrografico e geochimico essenziale per “leggere” le rocce vulcaniche. La validazione degli algoritmi e l’elaborazione dei dati territoriali da drone sono state garantite dai ricercatori Sebastiano Chiodini (Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale – DII) e Filippo Carraro (Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale – ICEA). Fondamentale è stato il supporto operativo di Cristiano Miele della società padovana Archetipo s.r.l., partner d’eccellenza per i voli LiDAR, insieme ai contributi internazionali di Milo K. Pilgrim (University of Texas at Austin) e Matthew Tryc (WSP-Albuquerque – Usa).
Fondamentale, infine, il supporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Ricerca Scientifica di Eccellenza 2023. (Red.)
Vedi
https://www.unipd.it
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305440326000087
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0347202
https://heos.it/category/scienze/
Vedi anche
https://heos.it/category/libri-in-vetrina-26/
https://heos.it/category/libri-in-vetrina-25/
https://gazzettadiverona.it/category/in-libreria-2026/
https://www.gazzettadiverona.it/category/in-libreria-25/

