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Il ritorno della casta

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09.04.26 – Il ritorno della casta

Sigfrido Ranucci,
Il ritorno della casta
Dentro il sistema occulto che vuole toglierci la libertà

Milano, Bompiani, 2026, pp. 208, euro 17,00

09.04.26 – C’è un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Un filo che lega i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d’emergenza dei governi Berlusconi e le timide rese della sinistra. È il filo della restaurazione della casta. In questo libro il più autorevole giornalista d’inchiesta italiano scoperchia il vaso di Pandora della riforma costituzionale della magistratura. Non è una riforma: è una capitolazione. È un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. È l’approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda Repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre più minacciose in Italia ma va inscritto anche nell’inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale.

Attraverso un’analisi che allinea sotto i nostri occhi vicende solo apparentemente lontane tra loro, Ranucci rivela le ipocrisie e le falle dell’ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato. Quello in nome del quale ventotto magistrati hanno perso la vita nell’esercizio delle loro funzioni, quello che ha fatto luce sui fatti più oscuri della nostra storia repubblicana, quello che tutti sono pronti a criticare per le sue lentezze ma di cui nessuno ricorda il lavoro quotidiano di presidio della legalità e della verità proprio in un’epoca in cui questi valori sembrano più che mai in discussione.

Infine, come sempre, Ranucci si chiede: chi paga il conto? Nonostante la propaganda prometta processi più veloci, la realtà delineata dalla riforma è quella di un aumento dei costi, del rischio di una paralisi burocratica, di una giustizia a due velocità: un’autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi, un vicolo cieco per i più deboli, noi cittadini comuni. Perché l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di chi indossa la toga, ma lo scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo che nessuno sia “più uguale degli altri” davanti ai tribunali. (red)

L’autore. Sigfrido Ranucci (Roma, 1961) è un giornalista, autore e conduttore televisivo. In Rai dal 1990, è stato prima inviato per le rubriche del Tg3, poi per Rai News 24, dove ha realizzato inchieste sul traffico illecito di rifiuti e sulla mafia. Ha trovato l’ultima intervista al giudice Paolo Borsellino, nel settembre del 2001 è stato inviato a New York per seguire l’attentato alle Torri gemelle, poi nel 2004 a Sumatra per lo tsunami. È stato inviato nei contesti di guerra dei Balcani e in Medio Oriente dove ha realizzato inchieste sulla violazione dei diritti umani. Dal marzo 2017 conduce il programma televisivo Report (Rai3), che ha ereditato dall’ideatrice Milena Gabanelli. È autore de Il patto (con Nicola Biondo, Chiarelettere 2010) e del libro per ragazzi Navigare senza paura (Salani 2026) . Nel 2024 è uscito per Bompiani il suo libro La scelta, diventato un longseller, da cui ha tratto lo spettacolo teatrale Diario di un trapezista, sold out in tutte le sale. Nel febbraio 2026 è stato insignito insieme alla redazione di Report del primo premio per il giornalismo televisivo intitolato ad Andrea Purgatori.

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